Roma, 08 luglio 2010
Al Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato
Senatore Antonio Tomassini
e ai Signori Senatori membri della Commissione
Oggetto: Documento presentato in audizione informale del 8 luglio 2010
Il Manifesto dei Diritti della Persona con Diabete, approvato dall’Associazione Parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione e da Diabete Italia il 9 luglio 2009, è un documento che si pone come punto di riferimento per le istituzioni, gli operatori della salute e le persone con diabete al fine di garantire una adeguata assistenza e una buona qualità di vita a quelli che sono affetti da questa condizione e di bandire ogni discriminazione nei loro riguardi e di creare i presupposti per un’efficace opera di prevenzione di questa malattia.
Esso riveste grande importanza in ambito socio-sanitario a livello europeo e nazionale in quanto rappresenta il primo documento pensato per tutelare in modo specifico i diritti della persona malata, sulla base di principi enucleati nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e nella Carta Europea dei Diritti del Malato.
Nelle undici sezioni enuncia i vari punti sui quali è basata la corretta assistenza alle persone con diabete con tutte le sue specificità al fine di rendere le loro condizioni di vita perfettamente sovrapponibili a quelle di ogni altra persona. Infatti, una persona con diabete ben curata è una persona “normale” che può studiare, fare sport, lavorare, guidare l’auto e che, pertanto, non deve essere sottoposta ad alcuna discriminazione sul piano sociale e lavorativo.
La malattia diabetica è una malattia cronica evolutiva ad elevato impatto sociale giacché è caratterizzata da:
Ø ampia diffusione:
l’annuario Istat 2007 rileva che la prevalenza della malattia è del 4,7% (20% nella popolazione anziana); una recente (2007) analisi epidemiologica effettuata attraverso le banche dati delle ASL della Regione Lombardia mostra un aumento della prevalenza del 30% nel periodo 2001-2007. E’ previsto un ulteriore drammatico aumento della prevalenza (fino al 6%) entro i prossimi 3 anni .
Ø alta intensità/complessità assistenziale:
pur essendo la cura del diabete gestita prevalentemente a livello ambulatoriale, circa il 25% delle persone ricoverate è affetto da diabete; questa patologia rappresenta la maggiore causa di cecità dell’adulto, di dialisi, di amputazioni e costituisce un fattore di rischio indipendente per lo sviluppo di malattie cardiovascolari (infarto e ictus).
Ø alti costi:
nei paesi Europei nel 2000 i costi sanitari diretti costituivano il 7 – 10% dei costi sanitari totali; i costi sono determinati prevalentemente dalle complicanze croniche: in assenza di complicanze i costi diretti sono pari a circa 800€/anno, mentre in presenza di una complicanza salgono a circa 3000 €/anno (studio CODE -2). In Emilia e Romagna i costi sanitari diretti del diabete nel 2008 rappresentano il 18% dei costi sanitari diretti totali; similmente, in Lombardia (2007) il costo procapite è di circa 3050 €/ per persona affetta da diabete e i costi complessivi ammontano a circa il 15% dei costi sanitari diretti totali.
A fronte della gravità di questa malattia sul piano sociale e assistenziale, le potenzialità degli interventi preventivi indirizzati a semplici modifiche dello stile di vita (riduzione del sovrappeso, incremento dell’esercizio fisico e alimentazione basata sul modello mediterraneo) sono enormi: due casi di diabete su tre possono essere evitati. Per chi è già affetto dalla malattia un buon controllo della glicemia e un periodico screening clinico possono scongiurare l’insorgenza di complicanze nel 90% dei casi. Sarebbe necessario, pertanto, proporre linee di indirizzo che consentano di implementare a livello nazionale un intervento di prevenzione del diabete e aiutino a superare la grande disomogeneità nell’erogazione dell’assistenza alle persone con diabete che si osserva tra le diverse regioni italiane.
Pertanto la condizione di Diabete-Obesità, che sta raggiungendo dimensioni epidemiche soprattutto in età evolutiva, va considerata a tutti gli effetti un’emergenza sociale, sanitaria ed economica del Paese.
A tal fine, Diabete Italia propone che la XII Commissione Igiene e Sanità del Senato si adoperi affinché si realizzi:
1) l’inserimento della malattia diabetica tra gli interventi prioritari del Piano Sanitario Nazionale e dei progetti di finanziamento per la ricerca di base e applicata;
2) il pieno recepimento da parte del Governo Italiano e della Conferenza Stato-Regioni delle raccomandazioni contenute nelle “Conclusioni del Consiglio sulla promozione di stili di vita sani e la prevenzione del diabete di tipo 2” approvate dal Consiglio EPSCO del Parlamento Europeo il 2 giugno 2006 che sottolineano l’esigenza di “procedere all’elaborazione e attuazione di piani quadro, se del caso, per la lotta contro il diabete e/o i suoi fattori determinanti, di una prevenzione basata sulle prove, di una diagnosi precoce e di una gestione basate sulle migliori prassi e comprendenti un sistema di valutazione dotato di obiettivi misurabili per individuare le conseguenze per la salute e l’efficacia in rapporto ai costi, tenendo conto della struttura e della prestazione dei servizi sanitari nei vari Stati membri, delle questioni etiche, giuridiche, culturali e di altra natura nonché delle risorse disponibili”;
3) la riduzione del frammentario quadro legislativo sul Diabete emerso dall’ “Analisi della legislazione regionale sul Diabete in Italia” della Società Italiana di Diabetologia (giugno 2010), attraverso una puntuale applicazione e rifinanziamento della Legge 115/87, attualizzandola mediante linee guida sulla prevenzione e la gestione del Diabete condivise dalla Conferenza Stato-Regioni;
4) la rapida implementazione dei nuovi LEA che ampliano le prestazioni erogabili alle persone con diabete includendo importanti interventi terapeutici che riguardano la educazione terapeutica e il trattamento delle complicanze, incluso il “piede diabetico”;
5) l’elaborazione di una normativa ministeriale di indirizzo riguardante l’assistenza socio-sanitaria ed il supporto terapeutico del bambino e dell’adolescente con diabete in ambito scolastico;
6) l’attivazione di un Osservatorio Nazionale sul Diabete che coordini e integri i dati epidemiologici di tutte le Regioni che abbiano attivato un Registro Regionale dei casi di diabete con l’obiettivo di acquisire informazioni attendibili e aggiornate sulla incidenza della malattia, i “costi” per i farmaci, per i presidi e per i ricoveri, l’incidenza di complicanze, la mortalità..L’osservatorio dovrebbe coordinarsi con le Società Scientifiche Diabetologiche e le Associazioni di Volontariato per accedere ad ulteriori fonti di dati.
Al fine di facilitare il raggiungimento di questi obiettivi Diabete Italia chiede alla XII Commissione Igiene e Sanità del Senato di valutare la possibilità di:
a) convocare un Tavolo con Governo, Regioni, Società Scientifiche e Associazioni delle persone con diabete al fine di valutare i passi concreti da intraprendere per raggiungere gli obiettivi su indicati;
b) predisporre una mozione in grado di raccogliere ampio consenso parlamentare che impegni il Governo al recepimento delle istanze sopra menzionate;
c) di dare supporto alla Giornata Mondiale del Diabete, come stabilito dalla risoluzione delle Nazioni Unite del 20 dicembre 2006, quale strumento di sensibilizzazione, prevenzione ed informazione sul Diabete;
d) di sollecitare la promulgazione del Piano Nazionale sul Diabete elaborato dalla Commissione Ministeriale Nazionale sul Diabete;
e) di proporre il recepimento formale del “Manifesto dei Diritti della Persona con Diabete” da parte di Governo, Regioni ed Enti Locali quale strumento di riferimento e confronto sul Diabete.
Il Comitato di Coordinamento
Associazione Diabete Italia
Antonio Cabras
Roberto Cocci
Sandro Gentile
Antonio Papaleo
Gabriele Riccardi

