Manifesto dei Diritti della Persona con Diabete. Documento consegnato alle ore 15.00 l’ 8 luglio ai membri della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato del Senato

 

Roma, 08 luglio 2010

Al Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato

Senatore Antonio Tomassini

 

e ai Signori Senatori membri della Commissione

 

Oggetto: Documento presentato in audizione informale del 8 luglio 2010

 

Il Manifesto dei Diritti della Persona con Diabete, approvato dall’Associazione Par­lamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione e da Diabete Italia il 9 luglio 2009, è un documento che si pone come punto di riferimento per le istituzioni, gli operatori della salute e le persone con diabete al fine di garantire una adeguata as­sistenza e una buona qualità di vita a quelli che sono affetti da questa condizione e di bandire ogni discriminazione nei loro riguardi e di creare i presupposti per un’efficace opera di prevenzione di questa malattia.

Esso riveste grande importanza in ambito socio-sanitario a livello europeo e nazio­nale in quanto rappresenta il primo documento pensato per tutelare in modo specifico i diritti della persona malata, sulla base di principi enucleati nella Dichiarazione Univer­sale dei Diritti dell’Uomo e nella Carta Europea dei Diritti del Malato.

Nelle undici sezioni enuncia i vari punti sui quali è basata la corretta assistenza alle persone con diabete con tutte le sue specificità al fine di rendere le loro condizioni di vita perfettamente sovrapponibili a quelle di ogni altra persona. Infatti, una persona con diabete ben curata è una persona “normale” che può studiare, fare sport, lavorare, gui­dare l’auto e che, pertanto, non deve essere sottoposta ad alcuna discriminazione sul piano sociale e lavorativo.

La malattia diabetica è una malattia cronica evolutiva ad elevato impatto sociale giacché è caratterizzata da:

Ø      ampia diffusione:

l’annuario  Istat 2007 rileva che la prevalenza della malattia  è del  4,7% (20% nella popolazione anziana); una recente (2007) analisi epidemiologica effettuata attraverso le banche dati delle ASL della Regione Lombardia mostra un aumento della prevalenza del 30% nel periodo 2001-2007. E’ previsto un ulteriore drammatico aumento della prevalenza (fino al 6%) entro i prossimi 3 anni .

Ø      alta intensità/complessità assistenziale:

pur essendo la cura del diabete gestita prevalentemente a livello ambulatoriale, circa il 25% delle persone ricoverate  è affetto da diabete; questa patologia rappresenta la maggiore causa di cecità dell’adulto, di dialisi, di amputazioni e costituisce un fattore di rischio indipendente per lo sviluppo di malattie cardiovascolari (infarto e ictus).

Ø      alti costi:

nei paesi Europei nel 2000 i costi sanitari diretti costituivano il 7 – 10% dei costi sanitari totali; i costi sono determinati prevalentemente dalle complicanze croniche: in assenza di complicanze i costi diretti sono pari a circa 800€/anno, mentre in presenza di una complicanza salgono a circa 3000 €/anno (studio CODE -2). In Emilia e Romagna i co­sti sanitari diretti del diabete nel 2008 rappresentano il  18% dei costi  sanitari diretti totali; similmente, in Lombardia (2007)  il costo procapite è di circa 3050 €/ per persona affetta da diabete e i  costi  complessivi  ammontano a  circa il 15% dei costi sanitari di­retti  totali.

A fronte della gravità di questa malattia sul piano sociale e assistenziale, le poten­zialità degli interventi preventivi indirizzati a semplici modifiche dello stile di vita (ridu­zione del sovrappeso, incremento dell’esercizio fisico e alimentazione basata sul mo­dello mediterraneo) sono enormi: due casi di diabete su tre possono essere evitati. Per chi è già affetto dalla malattia un buon controllo della glicemia e un periodico screening clinico possono scongiurare l’insorgenza di complicanze nel 90% dei casi. Sarebbe ne­cessario, pertanto, proporre linee di indirizzo che consentano di implementare a livello nazionale un intervento di prevenzione del diabete e aiutino a superare la grande di­somogeneità nell’erogazione dell’assistenza alle persone con diabete che si osserva tra le diverse regioni italiane.

Pertanto la condizione di Diabete-Obesità, che sta raggiungendo dimensioni epi­demiche soprattutto in età evolutiva, va considerata a tutti gli effetti un’emergenza so­ciale, sanitaria ed economica del Paese.

A tal fine, Diabete Italia propone che la XII Commissione Igiene e Sanità del Senato si adoperi affinché si realizzi:

1)     l’inserimento della malattia diabetica tra gli interventi prioritari del Piano Sanitario Na­zionale e dei progetti di finanziamento per la ricerca di base e applicata;

2)     il pieno recepimento da parte del Governo Italiano e della Conferenza Stato-Regioni delle raccomandazioni contenute nelle “Conclusioni del Consiglio sulla promozione di stili di vita sani e la prevenzione del diabete di tipo 2” approvate dal Consiglio EPSCO  del Parlamento Europeo il 2 giugno 2006 che sottolineano l’esigenza di “procedere all’elaborazione e attuazione di piani quadro, se del caso, per la lotta contro il diabete e/o i suoi fattori determinanti, di una prevenzione basata sulle prove, di una diagnosi precoce e di una gestione basate sulle migliori prassi e com­prendenti un sistema di valutazione dotato di obiettivi misurabili per individuare le conseguenze per la salute e l’efficacia in rapporto ai costi, tenendo conto della struttura e della prestazione dei servizi sanitari nei vari Stati membri, delle questioni etiche, giuridiche, culturali e di altra natura nonché delle risorse disponibili”;

3)     la riduzione del frammentario quadro legislativo sul Diabete emerso dall’ “Analisi della legislazione regionale sul Diabete in Italia” della Società Italiana di Diabetolo­gia (giugno 2010), attraverso una puntuale applicazione e rifinanziamento della Legge 115/87, attualizzandola mediante linee guida sulla prevenzione e la gestione del Diabete condivise dalla Conferenza Stato-Regioni;

4)     la rapida implementazione dei nuovi LEA che ampliano le prestazioni erogabili alle persone con diabete includendo importanti interventi terapeutici che riguardano la educazione terapeutica e il trattamento delle complicanze, incluso il “piede diabe­tico”;

5)     l’elaborazione di una normativa ministeriale di indirizzo riguardante l’assistenza so­cio-sanitaria ed il supporto terapeutico del bambino e dell’adolescente con diabete in ambito scolastico;

6)     l’attivazione di un Osservatorio Nazionale sul Diabete che coordini e integri i dati epi­demiologici di tutte le Regioni che abbiano attivato un Registro Regionale dei casi di diabete con l’obiettivo di acquisire informazioni attendibili e aggiornate  sulla incidenza della malattia, i “costi” per i farmaci, per i presidi e per i ricoveri, l’incidenza di complicanze, la mortalità..L’osservatorio dovrebbe coordinarsi con le Società Scientifiche Diabetologiche e le Associazioni di Volontariato per accedere ad ulteriori fonti di dati.

Al fine di facilitare il raggiungimento di questi obiettivi Diabete Italia chiede alla XII Commissione Igiene e Sanità del Senato di valutare la possibilità di:

a)     convocare un Tavolo con Governo, Regioni, Società Scientifiche e Associazioni delle persone con diabete al fine di valutare i passi concreti da intraprendere per raggiungere gli obiettivi su indicati;

b)     predisporre una mozione in grado di raccogliere ampio consenso parlamentare che impegni il Governo al recepimento delle istanze sopra menzionate;

c)      di dare supporto alla Giornata Mondiale del Diabete, come stabilito dalla risoluzione delle Nazioni Unite del 20 dicembre 2006, quale strumento di sensibilizzazione, prevenzione ed informazione sul Diabete;

d)     di sollecitare la promulgazione del Piano Nazionale sul Diabete elaborato dalla Com­missione Ministeriale Nazionale sul Diabete;

e)     di proporre il recepimento formale del “Manifesto dei Diritti della Persona con Dia­bete” da parte di Governo, Regioni ed Enti Locali quale strumento di riferimento e confronto sul Diabete.

 

Il Comitato di Coordinamento

Associazione Diabete Italia

 

Antonio Cabras

Roberto Cocci

Sandro Gentile

Antonio Papaleo

Gabriele Riccardi

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1° premio alla la miglior comunicazione orale “Effetti del campo Scuola sulla qualità della vita in bambini affetti da Diabete 1

L’equipe della Diabetologia del Gaslini ha prodotto questa presentazione al Congresso Nazionale OSDI 2010 20/22.05.2010 ed ha ottenuto il 1° premio alla la miglior comunicazione orale “Effetti del campo Scuola sulla qualità della vita in bambini affetti da Diabete 1.

Presentazione campo scuola

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5 X MILLE a favore ADG. COD. FISCALE 95006480107

Ricordatevi del 5 X mille a favore dell’ADG Genova nella vostra dichiarazione dei redditi!!!!!!

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Rinnovato il CD ADG Genova

Nell’Assemblea del 18 Aprile è stato rinnovato il Consiglio Direttivo dell’ADG Genova. Sono stati eletti:

Presidente - Boriello Giuseppe

Consiglieri - Cortigiano salvatore, Marradi Mario, Rivella Andrea, Segalerba Andrea, Savelli Marisa, Vigilante Riccardo

A tutti buon lavoro!!!!!

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DONAZIONE DEGLI AMICI DEL RISTORANTE “VOLTALACARTA”

Si è conclusa con un aperitivo, ieri 26 Aprile alle ore 18:30, l’iniziativa benefica a favore dell’ADG organizzata dagli amici del Ristorante “Voltalacarta” di Via Assarotti, 60r a Genova.  La cena di altissimo livello di giovedì 22 e la lotteria abbinata hanno prodotto una donazione di ben 2600 (duemilaseicento!!!!!!) euro.

Un grandissimo ringraziamento agli organizzatori ed un suggerimento a tutti: provate la cucina del Voltalacarta! E’ imperdibile………

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SERATA DI BENEFICENZA A FAVORE DELL’ ASSOCIAZIONE DIABETE GIOVANILE

ANCHE QUEST’ANNO UN’OTTIMA OCCASIONE !
Giovedì 22 APRILE 2010 h. 20.30

SERATA DI BENEFICENZA A FAVORE DELL’ ASSOCIAZIONE DIABETE GIOVANILE

diabete giovanile

QUEST’ANNO IL NOSTRO RISTORANTE DEVOLVERA’ L’INTERO INCASSO DELLA CENA A SOSTEGNO DELL’ASSOCIAZIONE DIABETE GIOVANILE CHE SI OCCUPA DI BAMBINI & ADOLESCENTI AFFETTI DA DIABETE MELLITO
L’ADG GENOVA AFFILIATA ALLA FEDERAZIONE NAZIONALE DIABETE GIOVANILE SVOLGE ATTIVITA’ ONLUS IN COLLABORAZIONE CON IL CENTRO REGIONALE DI DIABETOLOGIA PEDIATRICA DEL IRCCS “GIANNINA GASLINI”
A tutti voi chiediamo un gesto di solidarietà per rendere questo evento un successo !
PARTECIPATE NUMEROSI ALLA CENA (€ 50,00 A PERSONA), ACQUISTATE BIGLIETTI DELLA LOTTERIA ABBINATA (€ 2,00 CAD) O EFFETTUATE UNA LIBERA DONAZIONE (PER INFO SU CENA, PREMI ABBINATI E MODALITA’ DI DONAZIONE VISIONARE IL NOSTRO BLOG http://BLOGVOLTALACARTAGENOVA.BLOGSPOT.COM
SCRIVETE A INFO@VOLTALACARTAGENOVA.IT O TELEFONATE AL N. 010.831.20.46

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Legge 104/1992. Novità introdotte sull’accertamento

L’accertamento dell’handicap (Legge 104/1992)

L’handicap è la situazione di svantaggio sociale che dipende dalla disabilità o menomazione e dal contesto sociale di riferimento in cui una persona vive (art. 3 comma 1, Legge 104/1992). L’handicap viene considerato grave quando la persona necessita di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione (art. 3 comma 3, Legge 104/1992). Una persona può ottenere sia la certificazione di invalidità civile, cecità o sordomutismo che quella di handicap. Anche le persone con invalidità diverse (di guerra, per servizio, di lavoro) possono richiedere la certificazione di handicap.

La Commissione Usl

L’handicap è valutato da una Commissione operante presso ogni Azienda Usl.

La Commissione è composta da un medico specialista in medicina legale che assume le funzioni di presidente e da due medici di cui uno scelto prioritariamente tra gli specialisti in medicina del lavoro. I medici sono scelti tra i medici dipendenti o convenzionati della Usl territorialmente competente.
La Commissione è la medesima che accerta l’invalidità civile, ma è integrata da un operatore sociale e un esperto nei casi da esaminare. Alla Commissione partecipa, di volta in volta, un sanitario in rappresentanza, rispettivamente, dell’Associazione nazionale dei mutilati ed invalidi civili (ANMIC), dell’Unione italiana ciechi (UIC), dell’Ente nazionale per la protezione e l’assistenza ai sordomuti (ENS) e dell’Associazione nazionale delle famiglie dei fanciulli ed adulti subnormali (ANFFAS), ogni qualvolta devono pronunciarsi su invalidi appartenenti alle rispettive categorie.

Dal 1 gennaio 2010, la Commissione è integrata da un medico INPS quale componente effettivo.

Come si richiede il riconoscimento

La richiesta di riconoscimento di handicap va presentata, dall’interessato o da chi lo rappresenta legalmente (genitore, tutore, curatore), all’INPS territorialmente competente. La presentazione della domanda, informatizzata dal gennaio 2010, deve rispettare alcuni precisi passaggi.

1. Il certificato del medico curante. Per prima cosa bisogna rivolgersi al medico curante (medico certificatore) per il rilascio del certificato introduttivo. Basandosi sui modelli di certificazione predisposti dall’INPS, il medico attesta la natura delle infermità invalidanti, riporta i dati anagrafici, le patologie invalidanti da cui il soggetto è affetto con l’indicazione obbligatoria dei codici nosologici internazionali (ICD-9). Deve, se presenti, indicare le patologie elencate nel Decreto Ministeriale 2 agosto 2007 che indica le patologie stabilizzate o ingravescenti che danno titolo alla non rivedibilità. Infine deve indicare l’eventuale sussistenza di una patologia oncologica in atto. Questo certificato va compilato su supporto informatico ed inviato telematicamente. I medici certificatori, per eseguire questa operazione, devono essere “accreditati” presso il sistema richiedendo un PIN che li identificherà in ogni successiva certificazione. Una volta compilato il certificato, il sistema informatizzato genera un codice univoco che il medico consegna all’interessato. Il medico deve anche stampare e consegnare il certificato introduttivo firmato in originale, che il Cittadino deve poi esibire al momento della visita. La ricevuta indica il numero di certificato che il Cittadino deve riportare nella domanda per l’abbinamento dei due documenti. Il certificato ha validità 30 giorni: se non si presenta in tempo la domanda, il certificato scade e bisogna richiederlo nuovamente al medico.

2. La presentazione della domanda all’INPS. La domanda di accertamento può essere presentata solo per via telematica. Il Cittadino può farlo autonomamente, dopo aver acquisito il PIN (un codice numerico personalizzato), oppure attraverso gli enti abilitati: associazioni di categoria, patronati sindacali, CAAF, altre organizzazioni. Il PIN può essere richiesto direttamente dal sito dell’Inps, sezione dei Servizi on line (inserendo i dati richiesti saranno visualizzati i primo otto caratteri del PIN; la seconda parte del codice sarà successivamente recapitata per posta ordinaria) oppure, in alternativa, tramite il Contact Center INPS (numero 803164). Nella fase della presentazione si abbina il certificato rilasciato dal medico (presente nel sistema) alla domanda che si sta presentando. Nella domanda sono da indicare i dati personali e anagrafici, il tipo di riconoscimento richiesto (handicap, invalidità, disabilità), le informazioni relative alla residenza e all’eventuale stato di ricovero. Il Cittadino può indicare anche una casella di posta elettronica (che se è certificata consente comunicazioni valide da un punto di vista burocratico) per ricevere le informazioni sul flusso del procedimento che lo riguarda. Tutte le “fasi di avanzamento” possono essere consultate anche online nel sito dell’INPS, sia dal Cittadino che dai soggetti abilitati grazie al codice di ingresso (PIN).

E’ bene ricordare che l’accertamento dell’handicap può essere richiesto anche contemporaneamente alla domanda di accertamento dell’invalidità: non è, cioè, necessario presentare due domande distinte,

La ricevuta e la convocazione a visita

Per ogni domanda inoltrata, il sistema informatico genera una ricevuta con il protocollo della domanda.
La procedura informatica propone poi un’agenda di date disponibili per l’accertamento presso la Commissione dell’Azienda USL. Il Cittadino, può scegliere la data di visita o indicarne una diversa da quella proposta, scegliendola tra le ulteriori date indicate dal sistema. Vengono fissati indicativamente dei nuovi limiti temporali: - per l’effettuazione delle visite ordinarie è previsto un tempo massimo di 30 giorni dalla data di presentazione della domanda; - in caso di patologia oncologica ai sensi dell’art. 6 della Legge n. 80/06 o per patologia ricompresa nel DM 2 agosto 2007, il limite temporale scende a 15 giorni.

Se non è possibile, in tempo reale, fissare la visita entro l’arco temporale massimo, a causa dell’indisponibilità di date nell’agenda, la procedura può segnalare date successive al limite previsto, oppure registrare la domanda e riservarsi di definire in seguito la prenotazione della visita. Una volta definita la data di convocazione, l’invito a visita è visibile nella procedura informatica (visualizzato nel sito internet) e viene comunicato con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, all’indirizzo e alla email eventualmente comunicata. Nelle lettere di invito a visita sono riportati i riferimenti della prenotazione (data, orario, luogo di visita), delle avvertenze riguardanti la documentazione da portare all’atto della visita (documento di identità valido; stampa originale del certificato firmata dal medico certificatore; documentazione sanitaria, ecc.), e delle modalità da seguire in caso di impedimento a presentarsi a visita, nonché le conseguenze che possono derivare dalla eventuale assenza alla visita.

Nella stessa lettera viene ricordato che:

- il Cittadino può farsi assistere, durante la visita, da un suo medico di fiducia;

- in caso di impedimento, può chiedere una nuova data di visita collegandosi al sito dell’Inps e accedendo al Servizio online con il proprio codice di identificazione personale (PIN);

- se assente alla visita, verrà comunque nuovamente convocato. La mancata presentazione anche alla successiva visita sarà considerata a tutti gli effetti come una rinuncia alla domanda, con perdita di efficacia della stessa.

Visita domiciliare

Nel caso in cui la persona sia intrasportabile (il trasporto comporta un grave rischio per l’incolumità e la salute della persona) è possibile richiedere la visita domiciliare. Anche in questo caso la procedura è informatizzata e spetta al medico abilitato a rilasciare il certificato introduttivo. Il certificato medico di richiesta visita domiciliare va inoltrato almeno 5 giorni prima della data già fissata per la visita ambulatoriale. È poi il Presidente della Commissione dell’Azienda USL a valutare il merito della certificazione e dispone o meno la visita domiciliare. In caso di accoglimento, il Cittadino viene informato della data e dell’ora stabilita per la visita domiciliare, altrimenti viene indicata una nuova data di invito a visita ambulatoriale. Tali comunicazioni saranno notificate con le modalità già descritte (visualizzazione sul sito internet, eventuale invio per posta elettronica, lettera raccomandata).

La visita

La visita avviene presso la Commissione della Azienda USL competente che, dal 1 gennaio 2010 è - in forza dell’articolo 20 della Legge 102/2009 - integrata con un medico dell’INPS. La Commissione accede al fascicolo elettronico contenente la domanda e il certificato medico. La persona può farsi assistere – a sue spese da un medico propria fiducia. Al termine della visita, viene redatto il verbale elettronico, riportando l’esito, i codici nosologici internazionali (ICD-9) e l’eventuale indicazione di patologie indicate nel Decreto 2 agosto 2007 che comportano l’esclusione di successive visite di revisione.
Sono abilitati all’accesso a questi dati solo alcuni medici e funzionari, per contenere il rischio di abusi relativi alla riservatezza dei dati. Tutta la documentazione sanitaria presentata nel corso della visita viene conservata e acquisita agli atti dall’Azienda USL. In caso di assenza a visita senza giustificato motivo, la domanda viene rigettata. Il Cittadino dovrà presentare una nuova domanda, previo rilascio del certificato da parte del medico curante.

La verifica

Come già detto, le Commissioni ASL sono integrate con un medico dell’INPS e questo può rappresentare un vantaggio in termini di tempi, oltre che – sicuramente – di risparmi di gestione. Infatti, se al termine della visita viene approvato all’unanimità, il verbale, validato dal Responsabile del Centro Medico Legale dell’INPS è considerato definitivo. Se al termine della visita di accertamento, invece, il parere non è unanime, l’INPS sospende l’invio del verbale e acquisisce gli atti che vengono esaminati dal Responsabile del Centro Medico Legale dell’INPS. Questi può validare il verbale entro 10 giorni oppure procedere ad una nuova visita nei successivi 20 giorni. La visita, in questo caso, viene effettuata, oltre che da un medico INPS (diverso da quello presente in Commissione ASL), da un medico rappresentante delle associazioni di categoria (ANMIC, ENS, UIC, ANFFAS) e, nel caso di valutazione dell’handicap, da un operatore sociale (per le certificazioni relative alla Legge 104/1992 e 68/1999). La Commissione medica può avvalersi della consulenza di un medico specialista della patologia oggetto di valutazione. Le consulenze potranno essere effettuate da medici specialisti INPS o da medici già convenzionati con l’Istituto.

L’invio del verbale

Il verbale definitivo viene inviato al Cittadino dall’INPS. Le versioni inviate sono due: una contenente tutti i dati sensibili e una contenente solo il giudizio finale per gli usi amministrativi. Se il giudizio finale prevede l’erogazione di provvidenze economiche, il Cittadino viene invitato ad inserire online i dati richiesti (ad esempio reddito personale, eventuale ricovero a carico dello Stato, frequenza a scuole o centri di riabilitazione, coordinate bancarie). Anche queste informazioni finiscono nella “banca dati” e completano il profilo della persona ai fini dell’invalidità civile, handicap e disabilità. E anche per queste procedure è bene farsi assistere da un patronato sindacale, un’associazione o un soggetto abilitato. I fascicoli elettronici dei verbali conclusi vengono archiviati nel Casellario Centrale di Invalidità gestito dall’INPS.

Il ricorso

Nel caso la Commissione medica entro tre mesi dalla presentazione della domanda non fissi la visita di accertamento, l’interessato può presentare una diffida all’Assessorato regionale competente che provvede a fissare la visita entro il termine massimo di 270 giorni dalla data di presentazione della domanda; se questo non accade (silenzio rigetto) si può ricorre al giudice ordinario. Avverso i verbali emessi dalle Commissioni mediche (Usl o periferiche) è possibile presentare ricorso, entro sei mesi dalla notifica del verbale, davanti al giudice ordinario con l’assistenza di un legale.  Nel caso di ricorso è possibile farsi appoggiare da un patronato sindacale o da associazioni di categoria.

L’aggravamento

Chi ha ottenuto il riconoscimento dell’invalidità civile può presentare richiesta di aggravamento seguendo il medesimo iter fin qui illustrato. Qualora sia stato prodotto ricorso gerarchico avverso il giudizio della commissione preposta all’accertamento della invalidità e delle condizioni visive, le domande di aggravamento sono prese in esame soltanto dopo la definizione del ricorso stesso. Non è possibile quindi presentare richiesta di aggravamento se già si è avviato un procedimento di ricorso.

Visite di revisione e certificati “a scadenza”

L’indicazione riguarda tutti quei casi in cui nei verbali sia già stata prevista una revisione successiva. La Circolare INPS 131/2009 precisa che “le prestazioni per le quali sono già indicate negli archivi dell’Istituto le date di scadenza, verranno caricate in automatico nella procedura INVCIV2010 e potranno quindi essere gestite interamente con il nuovo iter procedurale. La programmazione dei calendari di visita dovrà ovviamente essere effettuata dall’ASL. Atteso che dalle procedure di revisione sono esclusi i soggetti di cui al DM 02/07/2007, il medico INPS che integra la Commissione medica, avrà cura di esaminare gli atti contenuti nel fascicolo sanitario della ASL relativamente ai soggetti portatori delle patologie ricomprese nel citato DM, al fine di escludere ogni ulteriore accertamento.”

Si suggerisce a chi sia in possesso di un verbale (di invalidità o di handicap) a scadenza, di rivolgersi comunque alla propria Azienda USL per avere conferma della procedura adottata e dei tempi di attesa. Ricordiamo, infatti, che alla scadenza del verbale, decadono tutte le prestazioni economiche e i benefici (ad esempio, permessi e congedi lavorativi) precedentemente concessi.

 

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5 X MILLE. COD. FISCALE ADG 95006480107

Anche per il 2010, la Legge Finanziaria ha previsto la destinazione in base alla scelta del contribuente di una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a finalità di sostegno del volontariato, ONLUS, associazioni di promozione sociale e di altre fondazioni e associazioni riconosciute.

Anche tu puoi destinare alla Nostra Associazione la quota del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, relativa al periodo di imposta 2009, apponendo la firma in uno dei quattro appositi riquadri che figurano sui modelli di dichiarazione dei redditi di prossima scadenza.

NB: oltre alla firma, è necessario altresì indicare il Codice Fiscale della Nostra Associazione che è:

95006480107

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ASSEMBLEA ADG E RINNOVO CONSIGLIO DIRETTIVO

Carissimi amici,

Quest’anno ci attende l’appuntamento con il rinnovo del Consiglio Direttivo ADG per il quale siete tutti invitati a partecipare attivamente come candidati ed elettori. Per questo è convocata l’assemblea dei soci ADG, in prima convocazione, il 17 Aprile 2010 alle ore 24:00 ed in seconda convocazione Domenica 18 Aprile 2010 alle ore 9:00 presso l’Aula Magna dell’Istituto “Giannina Gaslini”

Per questa occasione abbiamo organizzato una riunione/convegno con il seguente programma:

9:00            Saluto e relazione sull’attività 2009

9:20            Problemi sulle forniture dei presìdi. Relazione

                   Sig. Giuseppe Boriello

9:40            Campi Scuola – “autocontrollo e sostegno psicologico”

                   Sig. Giuseppe Boriello

Dott. Roberta Bonelli

Dott.ssa Natalia Piana

Sig. Clara Rebora

                   Dott. Nicola Minuto

10:30          X° Campo Scuola Varazze. Presentazione

                   Giuseppe Boriello

                   Dott. Nicola Minuto

11:15          Rinnovo Cariche Statutarie

                   Presentazione delle Candidature ed elezioni.

 

Le candidature possono essere presentate via email all’indirizzo: adggenova@libero.it oppure personalmente anche il giorno delle elezioni. Possono esercitare il diritto di voto tutti i soci in regola con il versamento della quota associativa dell’anno 2009.

 

 

 

 

 

 

 

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FORNITURA PRESIDI IN DUBBIO!! MOBILITAZIONE ADG GENOVA

L’Agenzia Regionale e l’Ufficio preposto della ASL 3 stanno procedendo, come già avvenuto e contestato in altre aree nazionali, a bandire delle gare per la fornitura dei presìdi (reflettometri, striscie, aghi pungidito e per iniezione di insulina) affidate tramite capitolati che, come ovvio e già sperimentato, avranno quale parametro di riferimento il prezzo più basso. L’ADG GENOVA è mobilitata per evitare che ipotetici risparmi, comunque risibili, abbiano ripercussioni sulla garanzia della qualità dell’autocontrollo ed autogestione.

Il presidente, oltre a diversi incontri con i responsabili che si svolgeranno nei primi giorni della prossima settimana, interverrà in due trasmissioni televisive: su Telenord Sabato 27 Febbraio dalle ore 08:30 alle 09:00 e su Primocanale Mercoledì 3 Marzo dalle ore 12:15 alle 12:30. Potrete intervenire telefonicamente in diretta.

Avremo comunque occasione di approfondire l’argomento nell’incontro mensile di martedì prossimo 2 marzo alle ore 21:00 presso l’Aula Magna del Gaslini.

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